I cambiamenti climatici recenti
I cambiamenti climatici sono variazioni a livello globale del clima della Terra essi si producono a diverse scale temporali su tutti i parametri meteorologici, sono dovuti a cause naturali e, negli ultimi secoli, si ritiene, anche all'azione dell'uomo .
Sul clima influiscono molti fattori, le variazioni dei quali possono modificare la distribuzione dell'energia e del bilancio radiativo terrestre alterandone così il clima: alcuni fattori hanno un'azione sistematica come il sole, altri improvvisa e temporanea come la caduta di grandi meteoriti; alcuni agiscono su scale temporali molto lunghe come le variazioni dei moti della terra che modificano la quantità media di radiazione solare che riceve il Pianeta nel tempo, provocando glaciazioni e periodi interglaciali o le variazioni nella disposizione dei continenti, processi estremamente lenti, che fissano il comportamento del clima per milioni di anni; il Sole aumenta la sua luminosità di circa il 10% ogni 1.000 milioni di anni, per questo, sulla Terra primitiva che permise la nascita della vita, 3.800 milioni di anni fa, la luminosità solare era del 70% rispetto a quella attuale; altri fattori agiscono su scale temporali più brevi e sono questi che determinano i cambiamenti degli ultimi millenni, secoli e decenni e che quindi ci riguardano più direttamente.
Attività solare
La temperatura media della Terra dipende, in gran misura, dal flusso di radiazione solare che essa riceve, questo apporto di energia, visti i tempi lunghissimi di evoluzione, è praticamente costante nel tempo e vale 1353 W/m² (Costante Solare) per cui non è considerato un contributo particolarmente rilevante per i cambiamenti climatici di breve periodo. L'attività solare, tuttavia, è caratterizzata da una sua variabilità, che si manifesta con la presenza delle macchie, che variano di numero secondo un ciclo medio di undici anni con una differenza minima tra massimo e minimo (circa lo 0.1%), perciò influisce in maniera relativamente piccola sui cambiamenti climatici nel breve periodo; solo quando tale attività si interrompe per periodi più lunghi, l'importanza sul clima sembra diventare rilevante, come avvenne tra il 1645 e il 1715 quando non ci furono praticamente macchie (minimo di Maunder).
Il XX secolo è stato caratterizzato, invece, da intensa attività solare, e molto probabilmente ciò ha dato un contributo, difficilmente quantificabile, al riscaldamento osservato.
E' anche allo studio l'effetto dei cicli solari sulla formazione delle nubi: i raggi cosmici, che sono modulati dall'attività solare; (FIG 3 e 4) contribuiscono infatti alla loro formazione.
Altro aspetto allo studio è l'influenza indiretta legata alle modifiche nella circolazione atmosferica globale.
Variazioni nella composizione atmosferica
L'atmosfera influisce fondamentalmente sul clima: se essa non esistesse, la temperatura media sulla Terra sarebbe di circa -20ºC; l'atmosfera lascia passare la radiazione solare incidente, la Terra riemette parte della radiazione ma a una lunghezza d'onda molto più ampia, per la quale l'atmosfera non è permeabile, i gas serra assorbono questa radiazione col risultato che l'atmosfera si riscalda e restituisce alla terra parte di questa energia, per cui la temperatura superficiale media è in realtà di circa 15 ºC, valore molto diverso da quello d'equilibrio senza atmosfera. Questo fenomeno è denominato effetto serra, e permette condizioni termiche favorevoli alla vita sulla terra. Le variazioni di concentrazione di gas serra di qualunque origine sono quindi in grado di modificare tale effetto e quindi la temperatura del pianeta. L'emissione di solfati sotto forma di aerosol, generalmente provenienti dalle combustioni può avere effetto raffreddante o riscaldante a seconda della natura delle particelle; nel caso di imponenti eruzioni vulcaniche capaci di proiettare in atmosfera enormi quantitativi aerosol e ceneri, avviene un consistente filtraggio della radiazione solare con effetto raffreddante sulla superficie terrestre; tali eventi influenzano la temperatura globale per periodi molto brevi, ma se sono frequenti possono dare un'impronta significativa alla temperatura globale anche su periodi più lunghi.
L'azione raffreddante dei solfati e degli aerosol di origine antropica, prodotti con lo sviluppo industriale del primo dopoguerra, è ben evidenziata dal raffreddamento occorso tra 1950 e il 1975, a ciò si aggiunse poi l'eruzione dell'Agung nel 1963; ambedue i fenomeni giocarono un ruolo contrario all'azione riscaldante della CO2, che diviene invece manifesta nel periodo successivo con la riduzione di solfati, resasi necessaria per migliorare la qualità dell'aria.Cicli oceanici
E' noto che gli oceani si scaldano e si raffreddano più lentamente delle terre emerse e svolgono quindi un'importante azione termoregolatrice e ridistribuzione del calore immagazzinato, attraverso la circolazione termoalina.
I cicli oceanici come ENSO (El NiñoSouthern Oscillation) , PDO (Pacific Decadal Oscillation) e la AMO (Atlantic Multidecadal Oscillation), sono oscillazioni della temperatura degli oceani capaci di influenzare su periodi brevi (anni o decenni), non solo il clima locale ma anche quello globale; trattandosi di oscillazioni tendono tuttavia ad annullarsi col compimento del ciclo senza modificare direttamente il bilancio energetico del pianeta ma fornendo feedback positivi o negativi capaci di contribuire per un certo periodo, alle variazioni termiche globali. Questo è quanto probabilmente è accaduto intorno al 1940, quando si osservò un aumento termico più rapido in corrispondenza a AMO e PDO contemporaneamente positivi o in aumento, seguito poi da un calo al portarsi della PDO su valori negativi; così ai freschi anni '70, oltre la già citata riduzione dei solfati, ha probabilmente contribuito la negatività di ambedue i cicli (FIG 5 e 6)
Le attività antropiche
L'uomo è l'ultimo, in ordine di tempo, degli agenti climatici importanti. La sua influenza iniziò con la distruzione dei boschi per convertirli in terre coltivabili e in pascoli, e proseguì con le crescenti emissioni di gas serra prodotti bruciando i combustibili fossili nelle industrie e nei mezzi di trasporto. Attualmente, sia le emissioni di gas, sia la deforestazione, sono cresciute fino a un livello per cui pare difficile la loro riduzione nel breve o nel medio periodo, per le implicazioni tecniche ed economiche delle attività coinvolte. L'attività umana ha in questo modo intensificato l'effetto serra naturale, contribuendo in modo rilevante alle modifiche climatiche più recenti.I feedback
Ognuno dei fattori descritti, non agisce da solo, ma interagisce con gli altri e con situazioni che amplificano o diminuiscono le variazioni prodotte; quando si origina un meccanismo che rafforza gli effetti si parla di feedback positivo, quando la risposta è un meccanismo moderatore si parla di feedback negativo.
Ciò rende particolarmente complessa la comprensione del fenomeno e la previsione della sua evoluzione futura, perchè se certi meccanismi di feddback sono ben conosciuti, su altri le ricerche sono ancora carenti.
Per fare un esempio, l'aumento della CO2, fa aumentare la temperatura, i ghiacci polari fondono, così diminuisce l'albedo che comporterà un ulteriore aumento delle temperature, il riscaldamento dei mari comporterà una maggiore evaporazione e poiché il vapore acqueo , è un gas serra molto efficace e gioca un ruolo fondamentale di amplificazione del riscaldamento indotto dall'immissione di gas serra di origine antropica; però il vapore produce nubi che hanno potere riscaldante o raffreddante a seconda della loro quota e sono a loro volta condizionate dalla presenza degli aerosol: le cose si complicano, tanto che questo aspetto rappresenta tuttora una delle maggiori incertezze.
I feedback scatenati dalle variazioni orbitali della Terra, hanno, certamente contribuito, nelle ere geologiche, all'alternanza dei periodi glaciali e interglaciali: quando la terra veniva a trovarsi in posizione tale da ricevere minor radiazione solare, la temperatura scendeva, gli oceani assorbivano più CO2 abbassando l'effetto serra, l' estensione dei ghiacci aumentava e con essa l'albedo, rafforzando la tendenza al raffreddamento; il contrario si verificava quando la Terra era esposta ad un maggior riscaldamento solare.
Esempi di feedback climatici
(Pasini 2007)L'aumento di temperatura provoca una maggiore evaporazione, il vapore acqueo, è a suo volta un potente gas serra, quindi ha potere riscaldante; le nubi hanno, a seconda della loro quota, potere riscaldante o raffreddante; la fusione dei ghiacci dovuta all'aumento termico, fa calare l'effetto albedo della superficie terrestre e ciò provoca un ulteriore effetto riscaldante
Gli studi climatici
Gli studi climatici del passato si effettuano analizzando i registri fossili, accumuli di sedimenti nei fondali marini, le inclusioni di aria nei ghiacciai, i segnali erosivi nelle rocce e gli anelli di crescita degli alberi. Sulla base di questi dati si è potuto redigere una storia climatica relativamente precisa.
FIG 1 Ricostruzioni delle anomalie della temperatura globale e di quella dell'emisfero nord nel periodo dal 900 al 2000 (curve colorate, come indicato nella legenda) e dati strumentali (curva nera che inizia nel XIXsecolo). Le curve sono state filtrate con una media mobile a 40 anni. Le anomalie di temperatura sono riferite alla media della serie di dati strumentali nel periodo 1961-1990. (Tratta da Surface Temperature Reconstructions for the Last 2,000 Years, National Academy of Sciences, Washington DC, USA, 2006.)
Limitandoci al recente passato, la Terra ha assistito a variazioni climatiche sensibili anche su periodi abbastanza brevi come il "Caldo Medioevale" e la "Piccola Era Glaciale"; l'attività solare fece registrare un massimo proprio nel Medio Evo e, come abbiamo visto un minimo tra il 1645 e il 1715, in piena "piccola era glaciale" ed eruzioni vulcaniche imponenti si verificarono poi nel IXX secolo; si ipotizza anche un rallentamento, in tale periodo, della Corrente del Golfo, non si sa se correlato con le altre cause. Oggi si tende però a ritenere che ambedue i periodi citati non siano stati in realtà, riscaldamenti o raffreddamenti globali, ma abbiano interessato solo alcune aree del pianeta.
Durante gli ultimi decenni le misure dirette effettuate nelle differenti stazioni meteorologiche, alle quali si sono aggiunte recentemente le misure da satellite, indicano che il pianeta si sta riscaldando. Gli scienziati ritengono che nel futuro la temperatura sarà in media più elevata così come concordano sul fatto che le attività antropiche esercitino un impatto diretto su questo processo, incrementando l'effetto serra che avrebbe preso il sopravvento sulle cause naturali che determinavano i cambiamenti climatici del passato.
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FIG 2 |
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FIG 5 - 6
Altra forzante naturale allo studio: alcune variazioni termiche degli ultimi decenni sembrano essere correlate con i principali cicli oceanici, soprattutto quando si presentano contemporaneamente in fase positiva o negativa.
Il dibattito scientifico e politico
Per affrontare tali problemi ed indagarne le cause, l'ONU ha istituito nel 1988 l'IPCC: Intergovernmental Panel on Climate Change con lo scopo di fornire ai decisori politici una valutazione sui vari aspetti del problema e per poter intervenire con politiche di prevenzione, adattamento e mitigazione; ogni sei anni vengono quindi redatti "Rapporti di Valutazione" estratti dalla letteratura scientifica "peer- reviewed" che riflettono il consenso scientifico internazionale sui cambiamenti climatici osservati e previsti.
Da tali rapporti si evince che è della seconda parte del XX secolo, che l'influenza antropica appare in tutta la sua evidenza: sulla base delle cause naturali non ci si sarebbe dovuti attendere un riscaldamento così rilevante; la temperatura invece è aumentata vistosamente seguendo la concentrazione dei gas serra, vari studi dimostrano in particolare che da quando sono significative le emissioni antropiche, l'oceano assorbe più CO2 di quanta ne rilasci, confermando che è l'incremento di CO2 a guidare l'aumento termico e non il contrario come avveniva nelle ere geologiche; le analisi sugli isotopi del carbonio ci dicono, inoltre, che parte della CO2 deriva da combustibili fossili, confermandone quindi l'origine antropica.
Se attività solare e temperatura apparivano correlate per variazioni termiche del passato come il Caldo Medievale e la Piccola Era Glaciale, la correlazione risulta meno chiara per gli ultimi 150 anni e ancora di più per gli ultimi decenni. In sostanza, i modelli matematici impiegati ci dicono che non è possibile spiegare i mutamenti climatici degli ultimi decenni, senza considerare insieme le cause naturali e antropiche.(FIG 7)
FIG 7
I modelli matematici impiegati ci dicono che non è possibile spiegare i mutamenti climatici degli ultimi decenni, senza considerare insieme cause naturali e antropiche, solo in questo modo esiste una buona correlazione tra modelli e dati rilevati. Qui il confronto fra le anomalie medie di temperatura globale misurate (curva nera) e simulate dai modelli climatici (curve colorate).
Nel pannello a, le simulazioni includono sia le forzanti naturali che quelle di origine antropica; nel pannello b, le simulazioni includono soltanto le forzanti naturali; le linee grigie verticali rappresentano le principali eruzioni vulcaniche del XX secolo. (Figura 9.5 del Rapporto del Working Group I, IPCC 2007)
I rapporti IPCC, riconosciuti dalla maggior parte delle accademie scientifiche, prospettano scenari preoccupanti: l'aumento termico potrà creare conseguenze legate alla fusione dei ghiacci, innalzamento del livello dei mari, aumento dei fenomeni meteorologici estremi, diversa distribuzione delle precipitazioni e, in ultima analisi possibilità di grandi movimenti migratori dalle aree climaticamente penalizzate a quelle favorite; pongono quindi l'attenzione sulla riduzione delle emissioni di gas serra (Protocollo di Kyoto), risparmio ed efficienza energetica, sviluppo delle fonti rinnovabili e più in generale l'orientamento verso modelli di sviluppo più sostenibili e meno consumistici, attuando un "principio di precauzione" .
La complessità del problema e l'evidente impossibilità di disporre di inconfutabili verifiche di laboratorio su quanto emerge dagli studi, lasciano ampio spazio a critiche dei cosiddetti "scettici" che avanzano ipotesi diverse, propendendo per una variazione climatica di prevalente origine naturale, arrivando a negare, nei casi estremi, la componente antropica del riscaldamento e la validità delle ricerche fin qui condotte.
Gli interessi in gioco sono evidentemente alti; così, mentre alcuni scettici accusano l'IPCC di aver raccolto dati in modo parziale, trascurando le ricerche in altre direzioni, le potenti lobby petrolifere, minerarie e industriali, che vedono minacciati i loro interessi, fanno piovere finanziamenti su studi tesi ad incrementare i dubbi sulla validità dei risultati divulgati dall'IPCC; finanziano inoltre capillari campagne di disinformazione; particolarmente articolato il mosaico di istituti di ricerca finanziati dalla Exxon-Mobil. che riesce ad arruolare anche scienziati di fama.Gli sviluppi più recenti
Negli ultimi anni il riscaldamento mostra un rallentamento correlato, pare, alle oscillazioni dei cicli oceanici: dall'ottobre 2007 al maggio 2008, si è assistito ad un consistente episodio di Niña, ora concluso, ma che potrebbe essere seguito da una fase "negativa" di AMO (acque del Nord Atlantico più fredde del normale), simile alla fase negativa degli anni '60 - '80; si stima che tale fase di stasi potrebbe durare fino al 2010 per poi lasciare posto ad una nuova rapida risalita (Fig. 8); l'entità di tale pausa.
Fig 8
Stima della temperatura globale con e senza le variazioni dei cicli oceanici:
Qui un approfondimento.
Come orientarsi e informarsi
I media amano le notizie sensazionali perchè solo quelle vengono lette, sono quindi spesso orientati verso un taglio "catastrofista" o, all'estremo opposto, "negazionista"; anche sul web si trovano imprecisioni di ogni tipo e molti tendono a piegare i risultati scientifici alla propria visione politica o economica , però se si sa cercare, si può arrivare alle fonti, cosa assai importate nel campo delle informazioni scientifiche: è preferibile pertanto dare credito ad articoli "peer- reviewed" di autori di nota preparazione e attendibilità, pubblicati su riviste serie e specializzate del settore. Attenzione ai "falsi maestri" che si occupano di altro nella vita, ma credono di aver capito tutto sul clima e si sentono autorizzati a salire in cattedra per criticare il mondo scientifico e per divulgare le loro idee.
Per farci un'adeguata opinione, ricordiamo anche, che i risultati scientifici, non aspirano ad essere verità assolute, ma ci danno informazioni sulle migliori approssimazioni disponibili al momento.
La maggior parte dei risultati delle ricerche sui cambiamenti climatici viene pubblicata dopo attenta revisione sulle seguenti autorevoli riviste internazionali:
http://www.sciencemag.org/
http://www.nature.com/
http://www.agu.org/journals/
http://www.agu.org/journals/gl/
http://www.ametsoc.org/PUBS/journals/jcli/
http://ams.allenpress.com/perlserv/?request=get-archive&issn=1520-0469
http://www.elsevier.com/wps/find/journaldescription.cws_home/211/description#description
http://www.climatepolicy.org/
http://www.springerlink.com/content/100247/
http://pubs.acs.org/journal/esthag
http://www.elsevier.com/wps/find/journaldescription.cws_home/246/description#descriptionE' però possibile seguire il dibattito scientifico anche in modo più semplice su blog e siti che riportano o commentano le ricerche ufficiali non solo in Inglese ma anche in Italiano
http://www.cmcc.it/ipcc-focal-point Focal Point IPCC per l'Italia, con il IV rapporto tradotto in Italiano
http://www.meteo.it/Clima-Cambiamenti/section/it/1-693-57754 Aspetti didattici a cura del Centro Epson Meteo
http://www.realclimate.org/ Il blog di climatologi (in inglese)
http://www.climalteranti.it/ Dibattito in Italiano con traduzioni da Realclimate
http://antonellopasini.nova100.ilsole24ore.com/ Il dibattito sul clima spiegato da un autorevole scienziato italiano.
http://www.isac.cnr.it/documenti/ISAC-Clima.pdf Pubblicazione dell' ISAC-CNR sullo stato attuale delle ricerche e sugli scenari possibili nel nostro Paese. (aggiornato a giugno 2009)
Marco Pifferetti agg. ottobre 2009