Sito di Marco Pifferetti
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Il riscaldamento globale: stato attuale delle ricerche

Viene così definito l'aumento di temperatura che si è evidenziato sulla Terra particolarmente negli ultimi 150 anni.
Dagli studi scientifici risulta una probabile e rilevante implicazione delle attività antropiche su tale riscaldamento, conseguente non soltanto alla massiccia emissione di anidride carbonica ed altri gas serra a partire dalla rivoluzione industriale, ma anche all'uso del territorio con particolare riguardo alla deforestazione.
In realtà parlando di un sistema complesso come l'atmosfera i rapporti causa-effetto non sono lineari come potrebbe sembrare ma sono complicati da "feedback" che possono rafforzare o inibire le cause iniziali..


Alcuni effetti di tale aumento si sono già evidenziati con la riduzione di quasi tutti i ghiacciai del pianeta e con diffusi cambiamenti climatici; che hanno interessato in vario modo molte aree del globo; effetti più rilevanti si temono qualora il riscaldamento proceda con i ritmi odierni: innalzamento del livello dei mari, aumento degli estremi climatici e più radicali modifiche ai modelli di circolazione atmosferica, capaci di muovere imponenti movimenti migratori dalle aree più climaticamente disagiate a quelle meno colpite o avvantaggiate.
Per affrontare tali problemi ed indagarne le cause, l'ONU ha istituito nel 1988 l'IPCC: Intergovernmental Panel on Climate Change con lo scopo di fornire ai decisori politici una valutazione sui vari aspetti del problema e per poter intervenire con politiche di prevenzione, adattamento e mitigazione; ogni sei anni vengono quindi redatti "Rapporti di Valutazione" estratti dalla letteratura scientifica "peer- reviewed" che riflettono il consenso scientifico internazionale sui cambiamenti climatici osservati e previsti.

In sintesi le basi su cui è basata la teoria, che vede l'uomo indiziato del riscaldamento in atto, sono le seguenti: la temperatura media del pianeta dipende principalmente dalla radiazione solare e dall'effetto serra, svolto da alcuni gas capaci di trattenerla in parte nell'atmosfera impedendone la totale riflessione; senza gas serra la temperatura media della Terra sarebbe di circa -19 C° anzichè di +15. Anche altri fattori contribuiscono certamente a modificare la temperatura terrestre, come i cicli astronomici
che influiscono però solo in periodi molto lunghi, i cicli oceanici come ENSO (El Niño–Southern Oscillation) , PDO (Pacific Decadal Oscillation) e la AMO (Atlantic Multidecadal Oscillation). in grado di produrre anche a livello globale, oscillazioni termiche di un certo rilievoi, che però si riassorbono quando il ciclo si inverte, e le imponenti eruzioni vulcaniche, capaci di schermare la radiazione solare con le ceneri prodotte, ma ciò avviene per brevi periodi.
Altre presunte forzanti come il vento solare i raggi cosmici e il vapore acqueo sembrano avere scarso rilievo: i primi, oggetto di controverse ricerche, non sembrano avere grande rilevanza, il vapore acqueo, perchè pur essendo un potente gas serra, rappresenta di fatto un feedback in quanto prodotto dall'evoporazione conseguente ad aumenti termici per altre altre cause.

Nel corso della seconda parte del XX secolo, ci si sarebbe dovuti attendere, non un riscaldamento, ma un lieve raffreddamento dovuto alla minore attività solare, e dell'intensa attività vulcanica osservata; la concentrazione dei gas serra è invece fortemente aumentata, analisi sugli isotopi di carbonio dimostrano in particolare che l'aumento di CO2 è di origine antropica (combustibili e disboscamento).

La linea nera indica le variazioni di temperatura osservate nel corso del XX secolo, quella blu le variazioni stimabili in assenza di cause antropiche, per effetto della ridotta attività solare e delle principali eruzioni vulcaniche (linee grigie).

 

Alcuni dubbi possono nascere dal fatto che nel recente passato la Terra ha assistito a variazioni climatiche sensibili anche su periodi abbastanza brevi come il "Caldo Medioevale" e la "Piccola Era Glaciale".
In realtà, l'attività solare fece registrare un massimo proprio nel Medio Evo e un minimo tra il 1645 e il 1715, in piena "piccola era glaciale" ed eruzioni vulcaniche imponenti si verificarono poi nel IXX secolo; si ipotizza anche un rallentamento, in tale periodo, della Corrente del Golfo, non si sa se correlato con le altre cause. Oggi si tende anche a ritenere che ambedue i periodi citati non siano stati in realtà "fenomeni globali" ma abbiano interessato solo alcune aree del pianeta.

Se attività solare e temperatura sembrano correlate per il Caldo Medievale e per la Piccola Era Glaciale, non si può dire altrettanto per gli ultimi 150 anni; ciò è ben evidenziato nel seguente grafico: in pratica, se nel lungo periodo, l'attività solare pare rilevante, i cicli solari undecennali non sembrano invece avere effetti significativi sull'andamento della temperatura globale.


 

Stime del flusso radiativo (RF) medio globale nel 2005 per l’anidride carbonica (CO2), il metano (CH4), il protossido di azoto (N2O) ed altri importanti agenti e meccanismi antropogenici, la scala spaziale del forzante ed il livello di comprensione scientifica valutato (“Level Of Scientific Understanding” - LOSU). Dal diagramma si evince la forte rilevanza stimata, derivante da attività antropiche.
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In sostanza, come non è possibile spiegare i mutamenti climatici del passato, senza considerare l'attività solare di medio periodo, non si riesce a comprendere i motivi dell'attuale riscaldamento senza considerare l'effetto antropico degli ultimi 150 anni.

Certamente alcuni dubbi restano e alimentano studi tesi a dimostrare la scarsa o nulla influenza delle attività dell'uomo, che non avrebbe alcun potere sulle variazioni climatiche, almeno su vasta scala, anche perchè non esisterebbe un rapporto causa-effetto tra CO2 e temperatura dato che in passato l'aumento di temperatura precedeva anzichè seguire gli aumenti di CO2.
Si sono così formati due schieramenti ideologici: da una parte chi sostiene la validità dei risultati raccolti e divulgati dall'IPCC e riconosciuti dalla maggior parte delle accademie scientifiche, che pongono l'attenzione sulla riduzione delle emissioni di gas serra (Protocollo di Kyoto), risparmio ed efficienza energetica, sviluppo delle fonti rinnovabili e più in generale l'orientamento verso modelli di sviluppo più sostenibili e meno consumistici; dall'altra chi sostiene che, in mancanza di prove certe, e ritenendo le attività umane irrilevanti sul riscaldamento in corso, definisce inutile o economicamente dannoso attuare il "principio di precauzione" modificando gli attuali modelli di sviluppo economico.

Gli interessi in gioco sono evidentemente molto alti; così, se da un lato alcuni accusano l'IPCC di aver condotto indagini non del tutto imparziali, dall'altro, potenti lobby petrolifere, minerarie e industriali, che vedono minacciati i loro interessi, fanno piovere finanziamenti su chi sia in grado di incrementare i dubbi sulla validità dei risultati divulgati dall'IPCC; particolarmente articolato il mosaico di istituti di ricerca finanziati dalla Exxon-Mobil.

Da qui la facilità con la quale sedicenti esperti dalla dubbia preparazione si sentono autorizzati a sentenziare sulla validità delle ricerche in corso; capita spesso di trovare non solo su Internet e su pubblicazioni generaliste, informazioni contraddittorie, poco precise, a volte false e prive di supporto scientifico, per non parlare dei "tam tam" orchestrati ad arte su forum e siti amatoriali; per un'informazione corretta e attendibile, è fondamentale, qui più che in altri campi, verificare autori e fonti e dare credito solo ad articoli "peer- reviewed" o di autori conosciuti di nota preparazione e attendibilità, fortunatamente internet, oltre che essere piena di bugie, ci da contemporaneamente anche i mezzi per per smascherarle.

Le polemiche sono accresciute, negli ultimi anni dal rallentamento osservato nel processo di riscaldamento dovuto pare ad una concomitanza negativa nei cicli oceanici dell'Atlantico e del Pacifico che hanno fatto correre a facili conclusioni da parte di molti scettici.

Per approfondire e seguire il dibattito scientifico:

http://www.realclimate.org/ Il blog dei climatologi

http://antonellopasini.nova100.ilsole24ore.com/ Un'autorevole opinione (in italiano).

Modificato 27/08/2008