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di Marco Pifferetti
Informazioni sulle nevi di casa e del mondo, da Albinea, Reggio
Emilia, Italy
Progetto "Nevi Padane"
Perchè costruire una carte della nevosità
Analizzando i dati di alcune stazioni delle quali sono disponibili serie storiche molto lunghe risulta come la nevosità media manifesti, negli ultimi decenni, una riduzione piuttosto diffusa: Modena, Parma, Bra (CN), Moncalieri (TO), Udine, località per le quali sono disponibili dati fino dall'800, mostrano una linea di tendenza negativa, più accentuata per le località piemontesi; si vede inoltre come il quarantennio 1921-1960, oggetto della storica pubblicazione, mostrasse già segni di flessione rispetto al periodo precedente.
Significativo l'aumento della frequenza degli inverni
senza neve: l'osservatorio di Milano-Duomo, segnala che dal 1763, di nove inverni
senza neve, ben cinque si sono verificati tra il 1987 e il 1993; la serie storica
di Bra (1862-1991) indica solo tre inverni senza neve tutti negli anni'80, due
dei quali consecutivi (1988/89 e 1989/90); situazione analoga a Moncalieri,
dove nel periodo 1864-1999 su quattro inverni senza neve due sono stati l'88/98
e l'89/90.
Da rilevare, come in questa generale tendenza alla diminuzione, non siano mancati
proprio negli ultimi decenni, superamenti di record anche dopo il nevoso gennaio
1985: la nevicata del 21/11/99 in Emilia, che superò in molte zone i
30 cm, rappresenta un record per il mese di novembre almeno dal 1830; nevicata
record anche a Torino il 14/01/87, con 46 cm in 24 ore, e a Cuneo il 9/12/90
con 105 cm in 24 ore; ancora più recentemente, la nevicata del 28/2/2004
è stata la più abbondante registrata nell'area pedecollinare reggiana
nel mese di febbraio almeno dal 1968, così il febbraio 2004, con 80 cm
accumulati, è il più nevoso nel medesimo arco di tempo; la stagione
invernale 2003-2004 si colloca così ai primissimi posti dagli anni '60;
per concludere con la grande nevicata che tra il 26 e il 28 gennaio 2006 ha
sepolto ampie zone della Lombardia e del Ticino battendo vari record decennali.
Ma allora è vero che nevica meno? O stiamo assistendo, anche per gli
eventi nevosi, a quell'aumento degli estremi che si manifestano per altri fenomeni
atmosferici, probabile conseguenza del riscaldamento globale?
Parlando di questi interrogativi con altri "nevofili" e avendo raccolto nel corso degli anni serie storiche ultra trentennali di numerose località padane, è nata in me un'idea un po' ambiziosa: l'unica carta della nevosità in Italia e quella relativa al 1921-1960 poi c'è stato solo il vuoto per cui non è facile dare risposte precise a certi interrogativi; perchè allora non provare a realizzare una carta con dati più recenti? Naturalmente non per l'Italia intera, ma, la pianura padano-veneta, non presenta nè una vastità tale nè una variabilità di fenomeni nevosi così grande da rendere necessari punti di rilevazione eccessivamente numerosi.